Hacker bloccano il sito del Comune e chiedono riscatto da…

Ormai il crimine ha raggiunto frontiere inaspettate. Questa volta la vittima è il Comune di Brescia, che da alcuni giorni ha il sito inaccessibile a causa di un attacco hacker che ha bloccato ogni tipo di sistema informativo.

Non si tratta “solo” di qualche sito internet: buona parte della macchina amministrativa del Comune è letteralmente sotto scacco. Per farla ripartire, grazie a una chiave di decriptaggio, gli hacker hanno chiesto un riscatto di 26 Bitcoin, pari a un valore di circa 1,3 milioni di euro. Cifra che l’amministrazione non ha alcuna intenzione di pagare.

Gli apparati sarebbero stati infettati da un DoppelPaymer, un ransomware che crittografa i file rendendoli inaccessibili.

14 thoughts on “Hacker bloccano il sito del Comune e chiedono riscatto da…

  1. Diciamo che sti bastardi non sono hacker ma (nel gergo) dei cracker… veri e propri criminali informatici…
    Ma quello che non capisco come mai, un sistema informativo, di un Comune importante, non abbia un valido sistema di protezione contro gli attacchi informatici… Adesso con l’attacco di quel tipo di malware (versione aggiornata di un altro ransomware che ha fatto parecchi danni) tutto il patrimonio informativo è tutto crittografato e col cazzo se ne viene a capo se non si ha la chiave di decrittografia. Potevano spendere qualche soldo per avere a disposizione degli esperti di sicurezza informatica con le palle, in modo da realizzare un sistema di sicurezza valido…. che prevede anche i backup (e chissà se li avevano) dei dati sensibili… Ora co

  2. Sotto scacco degli hacker c’è finito a suo tempo anche il Pentagono. Il Sistema è vulnerabile ed è stato già dimostrato. I backup giornalieri sono indispensabili e si torna indietro finché necessario… Se non si hanno però, sono guai!

  3. Ciao Robby, in parte concordo con il tuo primo post, non sono Hacker in quanto quelli hanno una sorta di etica che li spinge a trovare le falle dei sistemi e penetrativi senza lasciare segni.. se non degli avvertimenti agli stessi SysAdmin

  4. Per il resto purtroppo questo tipo di Virus/Ransomware/Cryptolocker ecc ecc nella stragrande maggior parte dei casi si attiva tramite un semplice click sopra un link (o su un allegato) di posta elettronica che l’utente “sbadato” effettua quando succede il patatrack é fatto, in pratica viene scaricato ed eseguito un programma che detto in parole semplici “zippa” determinati file mettendo una sorta di password criptata per poterli riaprire.. da lì il personaggio poi ti lascia un file txt con le istruzioni per il pagamento del riscatto

  5. Onor del vero ultimamente questi personaggi che spesso risiedono in Russia Ucraina ecc ecc sfruttano anche falle dei sistemi di posta MS Exchange che senza determinati aggiornamenti sono esposti a questi attacchi.. che papocchio😉

  6. In questo momento, città come Brescia sono già sotto pressione per le ingestibili emergenze Covid. È troppo facile e molto vigliacco “craccare” sistemi sotto stress e ricattarli con riscatti esorbitanti.
    Non devono pagare il riscatto!
    Piuttosto che denuncino e investano nel supporto alle indagini della Polizia Postale.

  7. Deco, non serve a nulla far investigare la PP.. purtroppo quella è gente che sa il fatto suo (anche la PP) e come detto sono quasi sempre in paesi sperduti.. l’unica arma per mandarli a fare in***o sono i back-up e/o dei sistemi di disaster recovery

  8. No, non è impossibile, ma difficile, dipende dal grado di “competenza/bastardaggine”del pirata”… spesso per nascondersi usano un PC infetto che fa da ponte, o VPN random..

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